L’incontro tra Giovannetti e Superstudio ha segnato un momento chiave nella storia del design italiano. Per l’azienda toscana, il collettivo radicale non è stato solo un partner creativo, ma un acceleratore di visione: un’occasione per trasformare l’arredo in un mezzo di rottura e significato. Da questa sinergia sono nati oggetti iconici come il gruppo componibile Bazaar, simbolo di un design che osa, provoca e resiste al tempo.

Il contesto: il design italiano tra anni ’60 e ’70
Gli anni Sessanta e Settanta rappresentano uno dei momenti più fertili del design italiano.
È l’epoca in cui si afferma la cultura del progetto come linguaggio autonomo, capace di unire arte, architettura e industria.
In questo scenario nasce il movimento del design radicale, una corrente che rifiuta la funzionalità come unico parametro estetico e che usa l’oggetto come strumento di pensiero.
Chi era Superstudio
Fondato a Firenze nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, il Superstudio si colloca tra i protagonisti più visionari del design radicale italiano.
Il gruppo si distingue per un approccio concettuale e critico, in cui il progetto diventa strumento per interrogare la società, più che per produrre oggetti.
Le loro opere, tra utopia e ironia, ridefiniscono il confine tra arte e design.

Giovannetti: l’azienda che ha creduto nel design sperimentale
In quegli stessi anni, Giovannetti Collezioni avvia una stagione di sperimentazione che la renderà una delle aziende più aperte al linguaggio radicale.
Sotto la guida di Giovanni Giovannetti, l’azienda diventa un laboratorio di idee dove architetti e designer trovano spazio per esprimere libertà e innovazione.
È proprio in questo contesto che nasce la collaborazione con il Superstudio nel 1966.
Bazaar: il gruppo componibile del radical design
Nel 1968, dalla collaborazione tra Giovannetti e Superstudio, nasce il gruppo componibile Bazaar, un progetto che sfida ogni convenzione tipologica.
Non un semplice arredo, ma un sistema modulare capace di adattarsi a spazi e gesti, un oggetto che invita alla partecipazione e al gioco.
Bazaar incarna la libertà formale e concettuale tipica del design radicale: un divano che non si limita a servire, ma comunica.

Modularità e libertà formale
Bazaar è composto da elementi indipendenti, accostabili e ruotabili, che permettono configurazioni sempre nuove.
L’idea di fondo è quella di un design non definitivo, in continuo movimento.
Questa modularità anticipa la flessibilità abitativa che diventerà un tema centrale nel design contemporaneo.
Funzione aperta e linguaggio visivo
Con Bazaar, Superstudio sperimenta un linguaggio visivo radicale, in cui forma e funzione dialogano con ironia.
Il divano diventa manifesto di un pensiero progettuale che mette in discussione il ruolo dell’oggetto, trasformandolo in segno culturale.
Come scrisse Philippe Daverio, “uno spirito libero Monet, come lo è Giovannetti nel campo dell’arredamento”: una definizione che restituisce la libertà poetica di questa collaborazione.
Oltre Bazaar: influenze e continuità
Dopo Bazaar, Giovannetti continua a esplorare la relazione tra forma e comportamento, estetica e ironia.
Progetti come Anfibio e Onos estendono il dialogo avviato con Superstudio, mantenendo viva la tensione tra ricerca formale e uso quotidiano.
Questa continuità fa di Giovannetti non solo un produttore, ma un interprete del pensiero radicale.

Filosofia condivisa: oggetto come messaggio
Giovannetti e Superstudio condividono la convinzione che il design non sia soltanto una questione estetica o funzionale, ma un linguaggio capace di comunicare idee e visioni.
In entrambi, il progetto nasce come atto culturale, un modo per riflettere sul rapporto tra individuo e società.
L’eredità della collaborazione
Oggi Bazaar è riconosciuto come un’icona del design radicale italiano.
Esposto in musei e mostre internazionali, continua a rappresentare l’incontro tra l’audacia concettuale del Superstudio e la capacità produttiva di Giovannetti.
Un oggetto che non ha perso la propria forza simbolica, capace ancora di ispirare designer e architetti contemporanei.

La collaborazione tra Giovannetti e Superstudio è più di un episodio della storia del design: è la testimonianza di un modo diverso di pensare il progetto. Un design che non teme di essere provocatorio, poetico e libero. Attraverso Bazaar, Giovannetti continua a celebrare quella visione dove il comfort incontra la cultura, e l’oggetto diventa storia.
Approfondisci la storia e le caratteristiche del progetto su: https://www.giovannetticollezioni.it/collezioni/bazaar
Articolo redatto dall’Ufficio Comunicazione Giovannetti Collezioni, con la collaborazione del team di design interno.


